Storia - prorichinvelda

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Dal XIX sec., anche per l'incremento demografico, l'agricoltura non bastò più a sfamare tutti. Molti dovettero emigrare e lo fecero specialmente verso gli Imperi Centrali per lavorare nell'edilizia ma, dopo la prima guerra mondiale, si indirizzarono verso altri Stati europei e verso l'America, sia del Nord che del Sud, e l'Australia. Il fenomeno emigratorio, per le migliorate condizioni economiche, cessò verso gli anni Sessanta dello scorso secolo. Dopo il 1990 anche nel comune di S. Giorgio della Richinvelda arrivarono lavoratori immigrati,specialmente dall'Est Europa, per essere occupati soprattutto nei lavori agricoli, segnando un cambiamento nella composizione sociale della comunità.
Nel territorio comunale sono state rinvenute tracce di epoca romana, ma i primi documenti sono medievali.
La pieve di S. Giorgio è citata nella bolla del 1186 di papa Urbano III concessa al vescovo di Concordia Gionata per definirgli la giurisdizione spirituale. La pieve, fra le più antiche della diocesi di Concordia, ebbe una vasta estensione e da essa derivarono 15 parrocchie, 4 addirittura al di là del fiume Tagliamento.
I conti di Spilimbergo esercitarono la giurisdizione sul territorio comunale fin dal XIII sec. Gli Spilimbergo furono prima feudatari del Patriarcato di Aquileia e dal 1420 della Repubblica di Venezia. I conti costruirono a Domanins e a Cosa due castelli o fortificazioni, trasformate dopo il XVII sec. in imponenti palazzi.
Il fatto storico più noto - riportato in tutti i libri di storia del Friuli - riguardò l'agguato al patriarca Bertrando di St. Geniès
del 6 giugno 1350. Ferito mortalmente, il vecchio prelato fu trasportato nella chiesetta di S. Nicolò alla Richinvelda, dove spirò. Bertrando, beatificato dalla Chiesa, ha sempre suscitato una fortissima venerazione popolare, tanto da essere definito il “taumaturgo della povera gente” e nella ricorrenza del fosco avvenimento tuttora molti accorrono nella località.
Anche in territorio di S. Giorgio, lungo il fiume Tagliamento, nel 1797, si sviluppò la battaglia tra i francesi di Napoleone Bonaparte e gli austriaci.
L'odierno comune, come tutto il Friuli, tolti alcuni anni di dominazione “francese” (Regno Italico), passò all'Impero d'Austria (Regno Lombardo Veneto) e fu annesso al Regno d'Italia nel 1866. Fino a non molti decenni fa, gran parte della popolazione traeva il sostentamento dal lavoro nei campi, oltre che da qualche piccola attività artigianale.


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